L’arte della rete // R&P Legal

di Mariangela Vitale

Fotografia di Barbara Giupponi

Creare reti è il principale intento di Walk-In Studio, ma in che modo lo realizza? Possono essere molte le vie per tessere rapporti e collaborazioni: la ricchezza sta proprio in questa libertà di scelte, espressioni della circolarità di risorse e competenze.
Lisa Borgiani risponde con una maglia che abbraccia il contesto in cui si cala, nel caso in esame l’abitazione di Pietro Lingeri sull’Isola Comacina. Costruisce una vera e propria rete intrecciando cultura materiale, studio del contesto e nuove tecnologie. Rende leggere strutture pesanti. Studia forma, punti di tensione e contesto. Si serve delle stesse parole care ad ogni progetto architettonico. Ma lo fa da artista, artista concettuale che unisce studio preparatorio e cambiamenti site specific, modellati in fase di allestimento. Crea i presupposti per tornare a far dialogare discipline diverse. E offre l’occasione per sedersi a un tavolo, durante Walk-In Studio, per confrontarsi sui temi di unione tra arte e architettura: multidisciplinarietà, ascolto di professionisti del mestiere, studenti e fruitori per creare una progettualità completa e condivisa.
Lo Studio legale R&P Legal si fa quinta scenica del ritorno del connubio di arte e architettura, discipline divise nel passare dei secoli e nelle riforme dell’ordinamento scolastico, ma che nascono unite.
Arte e architettura, con i lavori di Lisa, finalmente tornano a parlare e a guardarsi per la loro storia comune. Ne nasce un dialogo, moderato da Alessandro Colombo, dal titolo “Il rapporto arte architettura nella sperimentazione site specific e il problema del restauro del Moderno”.
Una chiacchierata che prende avvio dalla legge del 2% del 1942 che prevedeva l’obbligo di “abbellimenti artistici” per tutta l’edilizia pubblica di nuova realizzazione: l’arte era concepita come decoro urbano, qualcosa da sovrapporre e che lottava per farsi accettare dall’opinione pubblica. Come, del resto, accade anche a tutto ciò che ingombra lo spazio e che, giustamente, carica di responsabilità civile e sociale ogni architetto. Architettura è chiamata al bello e, nell’immediato dopo guerra, si era capito che per realizzarlo era necessario l’intervento degli artisti.
Quale può essere oggi il dialogo tra le parti? Provano a rispondere gli ospiti del talk, Alessandro Colombo, docente del Politecnico di Milano e architetto, Valeria Tassinari, docente di Storia della Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Peishuo Yang, direttrice della galleria MA-EC, e Walter Patscheider, collezionista.
Alessandro Colombo, sostenuto da tutti i presenti, riferisce che non ci può essere scambio se non nella parità: non giustapporre, né prevaricare, ma lavorare in sinergia. Solo così l’artista potrà dare nuove idee e il tecnico fornire gli strumenti per lavorare su materiali nuovi e risolvere non solo le problematiche strutturali e ingegneristiche, ma anche quelle legate alle normative di legge.
Valeria Tassinari, da esperta di forme e materia, sa che per lavorarla bisogna conoscerla bene e servirsi, quindi, degli appropriati mezzi e macchinari, necessari per dare realtà a idee e concetti artistici. Servono gli strumenti giusti e, spesso, l’Accademia di Brera ne è sprovvista: suggerisce, e se lo augura, di creare un corso di studi che veda la collaborazione di Politecnico e Accademia. Unire già negli anni della formazione le competenze e le idee può dare stimoli nuovi e completare e arricchire i percorsi di studio: alcune opere scultoree, infatti, sono delle vere e proprie architetture, ma da sole non possono tradursi in struttura e, viceversa, alcune intuizioni di un architetto possono trovare modalità espressive nell’arte e nei linguaggi propri degli artisti così che –dice- “l’arte, divenuta scultura sociale, possa cambiare attitudini e abitudini”.
Anche Peishuo Yang condivide queste posizioni e dice che sta nascendo una maggiore attenzione all’arte nello spazio pubblico, anche se è difficile immaginarne un mercato.
Walter Patscheider è affascinato ed entusiasta di questa rinnovata amicizia tra le arti e si augura che questo scambio di disponibilità diventi una vera e propria collaborazione per rendere più bella la città. Chiude il suo intervento ricordano una frase che ha segnato la sua crescita: “Esiste sempre qualcuno che sa fare meglio di te: dubita!
Un invito all’ascolto, alla collaborazione, all’ibridazione e all’unione dei saperi.

INFO:
L’arte della rete
R&P Legal, Piazzale Luigi Cadorna, 4
A cura di Simona Bartolena, Alessandro Colombo
con Lisa Borgiani
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